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20 FEBBRAIO – PRESIDIO AL CPR DI PONTE GALERIA

Posted: Febbraio 4th, 2021 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su 20 FEBBRAIO – PRESIDIO AL CPR DI PONTE GALERIA


BICICLETTATA CONTRO FRONTIERE E GALERE

Posted: Novembre 25th, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su BICICLETTATA CONTRO FRONTIERE E GALERE

 

Il 7 novembre scorso Chaka Outtara si è tolto la vita in carcere, dove era stato trasferito perché accusato di aver partecipato ad una rivolta nell’ex caserma Serena, un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Treviso.

I CAS sono luoghi dove si viene parcheggiat* in attesa dei tempi della burocrazia, in attesa che qualcuno, dopo un tempo indefinito che può durare anche anni, dica se si ha diritto all’asilo politico o ad un’altra forma di “tutela”. Nel frattempo non si è liber* di andarsene, di lavorare, di determinare un qualsiasi aspetto della propria vita.

In tempi di pandemia questi luoghi sono molto pericolosi, in quanto si vive a stretto contatto, senza le risorse necessarie a prendersi cura della propria salute, con la continua minaccia di reclusione all’interno dei centri nel caso qualcun* risulti positivo al virus.

Nell’ultimo anno, nei centri di accoglienza ci sono state moltissime rivolte, e tante sono le persone che, come Chaka, sono state condannate per reati come violenza, devastazione e saccheggio e portate in carcere con condanne anche decennali.

Quello che li aspetta dopo la detenzione è il rimpatrio (perché le condanne a lunghi periodi detentivi non permettono il rinnovo dei documenti), che si passi o meno per i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).

I CPR sono luoghi di detenzione amministrativa, prigioni dove vengono richiuse persone senza documenti considerati validi in Italia. Proprio come le carceri sono luoghi sporchi e sovraffollati, dove gli operatori e le guardie entrano ed escono senza essere sottoposti ad un monitoraggio medico decente.

La gestione, che è in mano alle Prefetture e alle Cooperative che vincono appalti da miliardi di euro, non ha nessun interesse a prevenire o evitare il contagio. Il silenzio sul numero dei contagi nei Cpr è totale.

Le uniche notizie sulle persone malate provengono da chi è reclus*, ma le comunicazioni con l’esterno sono rese sempre più difficili persino con i familiari. In molti centri infatti è vietato persino avere un telefono.

In carcere così come nei CPR non è permesso alle persone prendersi cura del loro benessere, e sono quindi più esposte ai rischi del contagio. Già prima della pandemia il sistema sanitario carcerario era insufficiente alle necessità delle persone recluse, proprio perché è sempre stato considerato più importante mantenere le persone in carcere piuttosto che tutelare la loro salute.

FUORI A UN METRO DI DISTANZA,

RECLUS* IN OTTO IN UNA STANZA!

Fuoco a CPR, gabbie e galere

 

 

 


[Gradisca] MINACCE DI MORTE E ESPULSIONI

Posted: Novembre 23rd, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su [Gradisca] MINACCE DI MORTE E ESPULSIONI

Dentro il CPR c’è Hassen, un uomo che parla bene italiano ed ha vissuto a
Padova per anni, un uomo originario della Tunisia che ha aiutato spesso,
facendo da traduttore, i suoi compagni di detenzione trasportati nel lager
di Gradisca da Lampedusa.

Hassen è scappato dalla Tunisia perchè minacciato di morte, se fosse
rimasto gli sarebbe costata la vita. Hassen ha un’infezione tubercolare
latente ed un nodulo (benigno) alla tiroide.

Quando la polizia lo ha fermato a Padova, lui si è sentito male, ha avuto
nausea e giramenti di testa, e ha chiesto di andare all’ospedale, ci
racconta che i poliziotti lo hanno picchiato e minacciato di rimandarlo
subito in Tunisia. Successivamente è stato portato al Cpr di Gradisca, da
quando è entrato ci raccontano che non gli hanno fatto alcuna visita
medica. Martedì della scorsa settimana lo hanno portato presso il consolato
tunisino, ma ci racconta che l’hanno lasciato chiuso dentro al “furgone”
impedendogli di parlare con il console, dopo avergli preso i documenti.

Ieri gli hanno fatto un tampone, che lui ha preso come indizio della sua
imminente deportazione, e Hassen ha scritto una lettera di addio alla madre
e ha iniziato a prepararsi per il suicidio: o morto o libero, in Tunisia a
farsi ammazzare non ci vuole tornare. I compagni di cella ed i contatti
all’esterno hanno cercato di farlo desistere ed hanno vegliato la notte per
scongiurare la sua deportazione. Al momento si trova ancora nel CPR, sembra
i giorni dei rimpatri ora siano diventati martedì, giovedì e venerdì.

Si trova nel CPR da 3 mesi, tempo massimo secondo le nuove modifiche dei
decreti “sicurezza”. La sua permanenza forzata è dovuta alle convalide
mensili comminate dall’unico Giudice di Pace della provincia di Gorizia,
noto a detenuti ed avvocati per le sue sentenze quasi sempre a favore della
detenzione. La sua vita misera e annichilita degli ultimi mesi è dovuta
alla cooperativa EDECO che gestisce il centro. L’impossibilità di
“allontanarsi volontariamente” dal centro è dovuto ai dispositivi di
controllo e alle guardie armate usati per controllare il centro, come fosse
un carcere di massima sicurezza. La sua deportazione (e la sua eventuale
morte) è dovuta alle leggi razziste approvate da tutti i governi e le
giunte che si sono susseguiti.

Che i gradiscani e le gradiscane, le uniche persone che possono muoversi
nel comune vadano di fronte a quel centro a farsi raccontare cosa succede,
ad opporsi a che lo deportino. Che gli operatori degli aeroporti, che gli
autisti degli autobus, che i normali passeggeri si rifiutino di essere
mandanti di morte.

 

fonte:: Nofrontiere FVC


[U.S.A.] Dalle galere per migranti

Posted: Maggio 9th, 2020 | Author: | Filed under: Aggiornamenti, General | Commenti disabilitati su [U.S.A.] Dalle galere per migranti
Le traduzioni che seguono provengono principalmente dai social, abbiamo scelto di non linkarli!
 
[Georgia] Proteste nel centro di detenzione
9 e il 20 aprile
I detenuti immigrati hanno protestato contro la mancanza di precauzioni in materia di coronavirus – e le guardie carcerarie private di tipo SWAT li hanno spruzzati con il pepe.
Molti stavano male. La tensione cresceva all’interno di Stewart, una delle più grandi carceri per l’immigrazione del Paese, con una capienza di quasi 2.000 detenuti maschi.
I solidali affermano che gli incidenti fanno parte di due problemi più grandi che si verificano contemporaneamente: la minaccia del coronavirus per i detenuti in alloggi angusti e la frequente violenza delle azioni disciplinari nelle strutture di detenzione per immigrati.
(..)
Lo Stewart Detention Center è un carcere per immigrati continuamente sotto esame per i presunti maltrattamenti subiti dai reclusi.
(….)
“La gente chiedeva assistenza medica per alcuni dei malati lì dentro”, ha detto Daniel. “Ma siccome loro” – il personale – “non hanno prestato attenzione, hanno iniziato a protestare. Hanno messo lenzuola alle finestre e alle porte”.
Daniel ha detto che il personale penitenziario ha rilasciato il gas, gettando i detenuti a terra e portandoli in manette in isolamento, o come lo chiamava lui, “il buco”.

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[MELILLA] Proteste e sciopero della fame

Posted: Maggio 9th, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su [MELILLA] Proteste e sciopero della fame

Il 27 aprile nel Centro di permanenza temporanea per immigratx di Melilla* (CETI) circa 600 persone (pare provenienti dalla Tunisia) hanno iniziato uno sciopero della fame, ed una si è cucita le labbra. Chiedono di essere portate nella penisola iberica, e temono per la loro salute.

La protesta è comiciata lunedì mattina con un sit-in all’interno del patio di uno degli edifici della Secretaria de Estado de Migraciones del Ministerio de Trabajo con uno striscione nella quale si leggeva “Abbiamo diritti (CETI)” e occupando l’area e la strada interna.
Il governo ha trasferito alla penisola 51 migrantx dal CETI di Melilla.
Queste persone dichiarano che rimarrano in sciopero della fame fino a che verrà accetta la loro richiesta di trasferimento dato che sono a Melilla da più di un anno.
Il centro attualmente vede 1600 persone presenti ed è un evidente potenziale focolaio di virus.

 

*enclave spagnola in Marocco


Roma- Ancora proteste e pestaggio

Posted: Maggio 1st, 2020 | Author: | Filed under: Aggiornamenti, General | Commenti disabilitati su Roma- Ancora proteste e pestaggio
Nelle ultime settimane, grazie alla quarantena, la polizia ha alzato il livello di violenza nelle strade. L’abbiamo visto a Torino, o il 25 Aprile a Milano.
In tutto il mondo in effetti girano video di sbirri italiani che picchiano gente con la scusa dei controlli.
Se prima la violenza veniva esercitata nascondendosi, in strade non affollate o nei commissariati, adesso si fa meno caso alle apparenze. 
Per chi i pestaggi li ha sempre avuti come pane quotidiano, la situazione è sempre più difficile.
Ce lo dicono, oltre a ciò che si vede in strada con lx senza tetto, le persone pestate e uccise nelle prigioni.
Il 25, nel Cpr di Ponte Galeria a Roma, c’è stato l’ennesimo pestaggio. Nella sezione maschile ci sono una trentina di persone, i due terzi hanno cominciato il Ramadan e protestavano per ricevere cibo. Per questo due di loro sono stati aggrediti dalla polizia, senza troppi complimenti, senza nemmeno coprire le tracce dei manganelli.
Sostanzialmente la stessa cosa che era accaduta pochi giorni prima nel “hotel covid” il posto dove erano state deportate le persone positive ai test dopo la protesta di Torremaura di cui avevamo già scritto.  Anche lì le persone in Ramadan avevano chiesto di ricevere più cibo a cena dato che non stavano consumando il pranzo. Fortunatamente qui non abbiamo notizie dei pestaggi. 
Non c’è da stupirsi né che i Centri di Permanenza per il Rimpatrio restino aperti mentre i rimpatri non possono avvenire; né che gli unici che si preoccupano della propagazione del contagio siano i detenuti che si mettono a dormire all’aperto – come sta succedendo al cpr di Gradiscavisto che non vengono divisi i positivi dai negativi al virus. 
Nulla di strano nel fatto che una volta che le persone escono perché scadono finalmente i termini della loro detenzione, per molte è quasi impossibile raggiungere le persone care (o un posto dove dormire) per via delle restrizioni ai movimenti.
Non c’è da stupirsi se uno stato che sempre ci uccide nelle fabbriche e nelle strade e ci avvelena distruggendo la terra e i suoi abitanti, adesso ci mette tuttx agli arresti domiciliari per salvare le nostre vite.
SEMPRE SOLIDALI CON CHI SI RIBELLA!
CONTRO OGNI STATO, FRONTIERA E GALERA.

Una sanatoria non fa primavera:

Posted: Maggio 1st, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Una sanatoria non fa primavera:

Non è con una regolarizzazione che si decide chi sta dalla parte giusta

Da qualche giorno circola una bozza del decreto che dovrebbe regolarizzare gli ‘immigrati extracomunitari’ in possesso di garanzie di ingaggio in agricoltura. Si parla di una ‘sanatoria’ in due tempi (i braccianti subito e tutti gli altri rimandati a settembre), ma guai a pronunciare la parola per non scatenare le ire di qualche bestia. Da quando Coldiretti e Confagricoltura hanno lanciato l’allarme sulla carenza di stagionali dovuta al lockdown, il dibattito è infuriato su media e social, dando vita a proposte improbabili, sostenute e poi bocciate da soggetti che non paiono conoscere il significato della parola ‘coerenza’ – come ad esempio la Ministra per l’Agricoltura, Teresa Bellanova, che inizialmente blandiva le associazioni di categoria aprendo al lavoro ‘volontario’ in campagna per i percettori di reddito di cittadinanza e cassa integrazione, o magari alla semplificazione dei voucher per mettere al lavoro anche studenti e pensionati, ebbene sì, signore e signori (reclutiamoli dalle case di riposo magari, così possono almeno morire all’aperto!).

Ma è evidente che, a meno di non abolire il reato di riduzione in schiavitù (che comunque vale solo per qualcuno), di italiani da mandare a lavorare nei campi se ne troverebbero pochissimi, e così ecco farsi strada l’ipotesi della sanatoria. Figurarsi che addirittura i rumeni e gli altri cittadini europei ‘di serie b’ disertano il lavoro bracciantile in Italia! E non solo per il coronavirus. Sono almeno tre anni che le cifre ufficiali raccontano di una lenta ma inesorabile fuga di lavoratrici e lavoratori comunitari. Chiunque abbia una possibilità di scelta dai campi scappa a gambe levate e per ottime ragioni, di cui non ci sembra necessario dare conto. Ed è da un po’, almeno da un anno, che le associazioni di agricoltori spingono per avere ‘più immigrati’, anche per via del contenimento degli sbarchi successivo ai criminali accordi di Minniti con la Libia, e poi al blocco dei porti di salviniana memoria. Lo stesso Minniti oggi sostiene appunto la sanatoria, pardon, la regolarizzazione. C’è chi adduce motivazioni economiche, chi anche sanitarie, ma la sostanza non cambia: si parla di regolarizzare solo quando ai cittadini elettori si può raccontare che ci guadagnano anche loro – e non perché se ‘gli altri’ hanno più diritti anche quelli di chi li dà per scontati sono meglio garantiti, ché questo deve rimanere un segreto. Di questo avviso ‘utilitarista’ sembrano essere anche i sindacati, CGIL in testa, che ha avuto l’ardire di proporre i ‘permessi per calamità naturale’ previsti dal primo decreto Salvini – durata 6 mesi, non convertibili, insomma carta straccia, giusto il tempo di salvare i raccolti e poi torni irregolare ed espellibile. Ma le richieste di regolarizzazione si sono moltiplicate da più parti, con USB che propone due petizioni distinte, una per i braccianti e l’altra per le badanti, salvo poi per bocca di alcuni suoi dirigenti VIP dire che ‘bisogna regolarizzare tutti’, sempre per coerenza. E c’è chi dice sanatoria per tutt* e subito. Ma occorre fare forse qualche passo indietro.

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Gradisca-Coronavirus nel CPR: aggiornamenti

Posted: Maggio 1st, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Gradisca-Coronavirus nel CPR: aggiornamenti

Dopo aver ripetuto per giorni che nel CPR di Gradisca d’Isonzo c’erano solo 4 (poi 5) persone positive al Covid-19 e che erano in isolamento, mentre noi riportavamo le voci dei reclusi che parlavano di almeno dieci positivi, ieri autorità e giornali locali hanno parlato di 13 casi di isolamento preventivo nel CPR. “Si tratterebbe – stando ai giornali – per buona parte dei compagni di stanza dei 4 migranti risultati positivi nei giorni scorsi al test del tampone, e in parte di nuovi arrivi da fuori regione.” Non è chiaro come sia possibile che le 4 persone positive – che la Prefettura dichiarava fossero in isolamento – avessero dei compagni di stanza. La verità è che fino a pochi giorni fa, positivi al test (di cui abbiamo ricevuto le fotografie) erano in stanza insieme a negativi o a persone che non avevano ancora ricevuto il risultato. Da qualche giorno, questa prassi deliberatamente criminale è stata interrotta: le persone sono in cella a due a due, positivi con positivi e negativi con negativi. A quanto sappiamo, le persone positive stanno bene: non sappiamo però se ci sono persone che non riusciamo a raggiungere. Nell’area blu invece le persone sono in isolamento individuale.

Ieri alcuni reclusi e sono stati sottoposti al tampone. Alcuni hanno ricevuto i risultati e sono negativi. Altri non hanno ancora ricevuto il risultato. I reclusi applicano autonomamente il distanziamento fisico per autotutela, quando non sanno se il loro compagno di cella è positivo o negativo. I reclusi sanno che per loro il rischio di contagio deriva da chi entra ed esce dal CPR: i lavoratori della cooperativa Edeco e le guardie.

I reclusi cominciarono a protestare chiedendo la loro liberazione non appena il Coronavirus cominciava a diffondersi in Italia. La loro paura – quella che il virus entrasse nel CPR e il CPR si trasformasse in una trappola – si sta avverando. Per questo, negli ultimi giorni si sono moltiplicate le proteste.

Vogliamo la chiusura e la distruzione di tutti i lager etnici, subito.

 

 

fonte:
https://nofrontierefvg.noblogs.org/


Roma -Aggiornamenti CPR di Ponte Galeria

Posted: Aprile 18th, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Roma -Aggiornamenti CPR di Ponte Galeria
17 Aprile
Dai contatti con alcune persone recluse nel CPR di Ponte Galeria sappiamo che nella sezione femminile sono ancora detenute almeno tre donne. Per quanto riguarda la sezione maschile non si hanno notizie dirette, ma il numero dei reclusi sta diminuendo anche lì, non registrandosi nuovi ingressi. Essendo bloccati i voli di rimpatrio per l’emergenza da Covid-19, le persone  vengono liberate con un foglio di espulsione per scadenza dei termini (45 giorni per chi viene dal carcere e 180 per tuttx lx altrx), per esiti positivi dei ricorsi inoltrati dagli/dalle avvocatx o, come nel caso riportato oggi dalla Legal Clinic di Roma Tre, per rigetto da parte del Tribunale delle richieste di proroga avanzate dalla Questura.
Seppur l’obiettivo dichiarato dei Centri Per il Rimpatrio sia la deportazione delle persone senza documenti, ed essendo questo venuto meno per l’impossibilità di effettuare i voli di rimpatrio verso i Paesi di origine dex reclusx a causa della pandemia, i Cpr continuano ad esistere e a far lucrare chi guadagna dalla detenzione amministrativa: lo Stato, le cooperative che lo gestiscono. Ciò rende palese il fatto che in realtà la funzione dei Cpr sia tutt’altra: essere una forma di ricatto costante per chi non è in regola con i documenti, acuire la distinzione tra migranti “buoni” – che hanno una giusta motivazione per richiedere il permesso di soggiorno, seguono le regole che vengono loro imposte nei centri di accoglienza, svolgono forme di lavoro volontario chiamate tirocini per l’integrazione – e migranti “cattivi”, la fetta indesiderata e intollerabile della società, marginalizzata, che vive nella costante condizione di poter essere imprigionata più e più volte, rimpatriata nei luoghi dai quali scappa o che nemmeno conosce . Il confine tra le due condizioni è molto labile, in quanto basta perdere il lavoro e i requisiti per il rinnovo del permesso di soggiorno per finire tra lx indesideratx, o ribellarsi alla situazione infantilizzante e oppressiva che si vive nei centri di accoglienza per essere condannatx, imprigionatx nelle carceri e nei Cpr.
Il virus che da anni ci impensierisce è lo Stato, con tutte le sue strutture detentive.
L’unico antidoto lo conosciamo bene e ancor di più lo conoscono le persone che da sempre si ribellano a quella prigionia: il fuoco.
Per la libertà di tuttx,
fuoco ad ogni gabbia, galera e CPR!
Nemiche delle frontiere

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Roma- Giovedi 16 Aprile

Posted: Aprile 11th, 2020 | Author: | Filed under: General | Commenti disabilitati su Roma- Giovedi 16 Aprile

Giovedì 16 aprile ore 12

presenza solidale davanti il carcere di Rebibbia.
Non può passare altro tempo.
Vogliamo tutte e tutti salvx, tutte e tutti a casa.